Utente: sincontrario
Rammentate le mani che poggiando non premono, seppure nei torsi sia forza.
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Sincrono e Contrario
giovedì, 29 dicembre 2005

Solo colui che anche tra ombre
levò la lira,
può con cuore presago cantare
la lode infinita.

Solo chi insieme coi morti
mangiò il papavero, il loro,
non perderà in avvenire
il più segreto dei toni.

Se anche il riflesso nello stagno
spesso ci confonda:
Tu sappi l'immagine

Solo nel duplice regno
le voci si fanno
miti ed eterne.


R.M.R.

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lunedì, 19 dicembre 2005

 Anche i freddi e i mattini e il buio

resto a letto e guardo oltre essi

    c’è un pianoforte

e persone che riposano nell’altra stanza

dolci come corde che vibrano e giungono a noi da lontano

 ma quanti già si muovono sugli asfalti e vanno ad occupare il Loro posto

io non ho che da pensare a voi

poiché sono nell’altra stanza

    c’è una casa diroccata

l’edera l’ha ricoperta

e in primavera viene il profumo del ciliegio

e gli animali vanno a celebrar l’amore

ma vi guardo muovervi fra le macerie

con le gru e le macchine e fare indaffarato

fermerò tutto coi miei ricordi

Resterei immobile a contemplare il tempo

in ininterrotto stupore

passato immortale, soffio dai corpi che giacciono

ma quanta vita in ciò che non è più

son piccola donna di fronte alla Natura

 L.

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mercoledì, 14 dicembre 2005



Potrei dirti di quando l'anima s'alleggerisce, di quando le sfortune divengono uguali alle fortune, e io siedo serena di fronte a entrambe. Oppure potrei condurti nei giardini che s'aprono segreti quando mi baci; o indicarti i tuoi pensieri sottili e a lungo svelarti i colori delle porcellane in cui li ripongo con cura inimmaginabile. Ma tutto questo potrei tacerti se  invece ti dicessi che per te potrei riscrivere ogni pagina che fu composta nel tempo in cui si dice "ti amo". E senza te un passo equivale a far due volte il giro dell'universo.















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martedì, 06 dicembre 2005


Là erano sopravvenute esperienze improvvise, inaspettate,e si vedeva bene
che esse mi trattavano come un adulto. erano esperienze a grandezza naturale, che gravavano con tutto il loro peso. Ma nella stessa misura in cui capivo la loro consistenza effettiva, mi si aprivano gli occhi sull'infinita realtà del mio essere bambino.

R.M.R.
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