Utente: sincontrario
Rammentate le mani che poggiando non premono, seppure nei torsi sia forza.
sincontrario in Poesie piccole. 1
PoetaNotturno in Poesie piccole. 1
oggi
aprile 2009
marzo 2009
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---
--- 2005 ---
Attraverso
Balletto civile
Compagnia Viartisti
Coniglio viola
Davide dell'Ombra
Educazione e produzione teatrale-cinematografica
furalle und keinen
Giofilo
Lo spettacolo dell'isteria
poesia oggi
poeta notturno
segreti di pulcinella
simposio di poeti
Teatro Totale
theflymacphisto
  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder
*loading* visitatori
Template by Eugina modificato da PioneerSkies
Image foto decadent
Sincrono e Contrario
venerdì, 27 gennaio 2006


E' un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perchè esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perchè continuo a credere nell'intima bontà dell'uomo. Mi è impossibile costruire  tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione. Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più fort l'avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto si svolgerà nuovamente  al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l'ordine, la pace e la serenità.





15 luglio 1944 -dal diario di Anna Frank-
by sincontrario | commenti | Link |
domenica, 22 gennaio 2006

 


...Bisogna pur saper trattare la materia che si contiene disomogenea. Sono chiusa in un finto silenzio. Quando ancora si stava coi muscoli ritti e poi di colpo un nervo tirava alla penna,  come di notte nei sogni più interni, lì era permessa  follia. Io dico: non posso impazzire. Ho dovuto raggiungere la vetta e Vedere da sopra le nuvole e non respirare fino ad allora, ma proprio in quello io ti persi, il mio infinito sguardo...

 

by sincontrario | commenti | Link |
sabato, 14 gennaio 2006

L'incauta e incantevole follia, mi prende. Nelle ore che non trascorrono. Nella vita che mi sfugge, ci sfugge. Chiamalo gia; esistere? Anche i muri son belli da guardare, essi stanno e non pretendono d'essere nulla.  I miei dolori si accomodano e  purificano nella perfezione di una forma che ha nell'ordine la cura, lì i miei  pensieri in-fermi. Si perdono nel bianco. Qualcosa ha in sè la causa per essere qualcuno, può già bastare per muovere? No.
In questo stato posso vedere me e le stelle che abitano il mio cuore, da un luogo più vero di infiniti altri, alto, in alto, tralasciando il mio parere teneramente coinvolto. Smetto di soffrire per la mia esistenza, allargo lo sguardo e non sono che un pulviscolo; fra molti. Chiamalo destino, caso: potrà mai essere La risposta? Meraviglie portano tanta sbadatezza;  davvero è il caos il più profondo moto? Allora si che si dovrebbe piangere nella notte, e che si venga sentiti, risponderò: è per te. Oggetti, loro restano a dispetto di questo, col volto dei giorni felici. Lo sarete anche voi, come noi cambierete, cose, ma non lo potrò vedere.


L.
by sincontrario | commenti | Link |
sabato, 07 gennaio 2006


Ancora e sempre, anche se conosciamo il paesaggio

  dell'amore
e il piccolo cimitero coi suoi nomi che si lamentano,

anche se ci atterrisce il taciturno abisso ove scompaiono
gli altri; ancora e sempre usciamo in due
sotto gli alberi antichi, ancora e sempre ci sdraiamo
in mezzo ai fiori, di fronte al cielo.





by sincontrario | commenti | Link |