Utente: sincontrario
Rammentate le mani che poggiando non premono, seppure nei torsi sia forza.
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Sincrono e Contrario
domenica, 30 luglio 2006
Porto in grembo
il tuo dolce e immenso ricordo
di te che mi diedi la vita
così intenso riposa
come un secondo anelito

Vivendo, nutro i tuoi desideri
e offro quattro iridi sul mondo
poichè all'uomo spetti l'infinito
Dormi, dormi serena
io cullo le tue radici
che ho inghiottite senza sapere
il loro viaggio

Seppure inscindibili
rimarremo due, due differenti stelle
Ti porto in grembo
sapendo che mai sorgerà il vano giorno
del ricongiungimento.


L.
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mercoledì, 26 luglio 2006
Se c'è una cosa che proprio non sopporto è questa: quando una "percezione" diventa realtà. Che cos'è una sensazione dopo tutto? Niente. Aria. Se lo stesso fatto ( doloroso?) bussasse in un certo tempo al nostro capezzale, attirando tutta l'attenzione; non sarebbe pur meno doloroso dello stesso, atteso anche solo marginalmente in noi? Anche i margini son importanti.  E gli angoli che guardano fuori dalla cornice. Li temo in realtà, ne ho paura da tremare, di quegli angoletti. Spesso, questo mondo mi abbandona per lasciar spazio ad una seconda ragione, fatta di regole proprie, indicibili e perfette, sconosciute e infantili. Entrano in scena il Bene e il Male, come onde del mare, non hanno arbitrio o morale, eppure alle creste seguono conche e ancora le creste. Mari, aria, nulla. L'equilibrio è realtà? Continuerò a stare male per le mie attese inopportune finchè non siederò ad aspettare di aspettare.

L.
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venerdì, 21 luglio 2006

Di certo qualcuno, come me
ha incontrato la solitudine
e quella tenda che svolazza
carezzata dal vento
che guardo per ore
io e il vuoto
e solo penso che è bellissima




L.
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martedì, 11 luglio 2006
Nel giardino dei futuri possibili  gli alberi son verdi nelle chiome e rinsecchiscono in altri rami. Ogni cosa un pò nasce e  un pò muore: ci son le rose secche nei boccioli e quelle eternamente schiuse( Quasi in un lungo sonno). Il punto di vista è l'unico tempo, e si scandiscono i percorsi ad ogni spiro di vento. I rigagnoli dissetano i fusti disomogeneamente( Così un fico può essere attraversato come un arcobaleno dall'aqua) perchè una goccia non pesa più di un soffio, e non si conosce il significato della parola priorità. Le direzioni che intrapprendono i fiori, divenghino essi verminio o blu di Persia, sanciscono soltanto uno stato d'esistenza, che altro non è che la rappresentazione esteriore del proprio punto di vista, o tempo, o inciampo, a vostro piacere. Se chiedete ad un petalo rosso perchè è rosso, vi risponderà: di tutti i colori non potevo essere! Così le forme son storpie o incantevoli, nel giardino s'intende, a seconda se dei venti si è fatto quello o quell'altro gioco, funamboli e acrobati che piegano, fondono, aggrovigliano. Si trovano frutti di mele-pere , le prime rivolte rosse in viso verso un melo, le altre dirimpetto ad un pero. Non si può dire quale punto di osservazione naque per primo, ma non ha poi molta importanza. Certo è che nel giardino dei futuri possibili, tu sia foglia o spina, non lo potrà dare per scontato nessuno.

                                                                  

L.                          
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domenica, 09 luglio 2006
Sempre un profumo
dal mondo del passato
in me ritorna come alla patria amata
rinfrencandola,
intenso e vero
sopravissuto e intatto.
Come non essere semplici allora!
ci vien donato un istante così come fù,
Della mia serietà non so che farmene
quando un sapore pallido ( e senza pretese, lui)
mi bagna con un calore che conobbi
e penso che a morire siamo capaci tutti


L.
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martedì, 04 luglio 2006


La riconosco
immobile,
opaca
come i campi d'inverno,

dove la rugiada zittisce maestralmente
e la luce fioca fioca raggiunge
i casolari laggiù, lontanissimi
sepolta e senza nome
in quel paesaggio
attendi un folle che venga
che venga da te, e ti prenda per mano
e ti dica che sei
una poesia



L.
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