Utente: sincontrario
Rammentate le mani che poggiando non premono, seppure nei torsi sia forza.
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Sincrono e Contrario
martedì, 30 ottobre 2007

Sognavo di essere calda e impaziente. Di respirare forte con lo sguardo al tepore buio della sala. Si faceva l'ora di entrare,  sussurravo  " mio questo istante". Poi nacquì.

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martedì, 30 ottobre 2007

Finalmente aria fresca. Mi piacciono addirittura le sette della sera e i treni dei pendolari. Questa gioia mi spinge così, sconosciuta e in ritardo. Come le persone che vengono e vanno.


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mercoledì, 24 ottobre 2007
Vivo nei brevi istanti o nelle lunghe traversate.
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mercoledì, 10 ottobre 2007
E' finto, quello che fischia l'ora del
risveglio; un soffitto giallo ricamato
sul talamo di Agone.

I rubinetti si sgranchiscono le lingue
gelide lucidando gli occhi pesti
dei civili nelle caserme. "fuori"

I portoni si chiudono dietro le corse
ma Agone è sdraiata, i treni s'allontanano
indaffarati e carichi di merci umane - e li perde.

Sfebbrano le arterie cittadine, finalmente,
quando la folla è rinchiusa. Ed esce il sole.
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martedì, 02 ottobre 2007

Un taccuino nella tasca.
bianchi piccioni all'orizzonte
di centrali fontane; autunno.

Vedo i passanti della sponda
sinistra: gli attori
la scena e lo spettacolo.

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martedì, 02 ottobre 2007
Capire, ascoltare, eseguire
ancora
capire, ascoltare, eseguire.
Basta. è una paralisi dell'uomo
fai le tue scelte perchè devi
e ti basi su un'unica possibile
invece credi ancora di decidere
sprofondi nel tuo sogno
nell'immagine di te,
la monotonia del tuo rimprovero
ti annineta, l'impegno e l'accusa
quando non sei impeccabile
spugna che assorbi e non scarichi
pensi a tutto mai a spegnerti
aspettare di riprenderti, non vuoi
smettere di elaborare, finta di lavorare
ma invece hai la chiave per accendere
la lampada della tua torura, solo
viaggiando nell'inferno che non c'è.

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