Poche parole - strano!- su questo esperimento stilistico, solo all'apparenza, che mi avvio a incominciare.
Aprirò un ciclo di versi che ho deciso di raggruppare sotto la famiglia "poesie primitive" e che vogliono essere un tentativo, estremo, di recupero delle radici dell'emozione, poste all'inizio di un cammino più complesso e aggettivante. Primitive sono le poesie scalze, incoscienti del tipo di messaggio che portano al di fuori del messaggio stesso, che si osservano internamente come in una scatola chiusa.
Perchè scrivere poesie così ignoranti? Perchè vorrei provare a percorrerle dal presupposto che in realtà non siano in mancanza di qualcosa, ossia della specificazione che la rielaborazione artistica aggiunge, ma anzi una fonte di valori altamente purificati, catturati nudi alla fonte, e quindi più adatti a conservare l'attimo che troppo spesso si perde del tutto: la sua forza, la sua verità. Al di fuori di miseri mascheramenti.