giovedì, 30 ottobre 2008
Non importa che nessuno mi legga, che nessuno si esprima, che nessuno conosca. Questo è un prezzo che sapevo di pagare
giovedì, 30 ottobre 2008
Sono giorni che ho in mente alcuni versi ma quello che vorrebbero dire non trova spazio nella poesia. Mi privo anch'io dei mezzi migliori. Sto cedendo. Pezzo di un quadro, smetto di credere che ci sia tempo per certe cose. Effetti del declino che si palesano tristemente dall'interno. Smetto di crederci. Azione e non riflessione. Forza contro dolcezza. Grida e non versi. E poi? -salvati la pelle imbecille!- Nient'altro..
La bellezza ci lascia ogni giorno, non è un lusso, è vita: siamo noi, la delicatezza e l'intelligenza che si celano nelle arti. Inestimabili, aprono schiudono generano. E noi ce ne disfiamo. Della nascita si ha paura, della vera bellezza si ha paura, perchè dove c'è nè una ne muore un'altra. Questo penso, che non risolveremo i nostri problemi finchè non avremo abbandonato sinceramente questa folle eternità.
sabato, 25 ottobre 2008
Per il futuro si tenga in conto solo la paura della paura.
giovedì, 09 ottobre 2008
vedi com'è tutto immobile?
vai al porto a vedere i mercantili
e i mille uomini che vi lavorano
vai, a seguire il tragitto delle merci
dalle acque di cristallo, spinte
senza sosta fin dietro l'angolo tuo
Son viaggi? ora dimmi se conosci
qualcosa di quelle terre percosse
le feste, dentro una lurida stiva, d'inverno
tra i ghiacci del nord; l'odore asfissiante
delle polveri nei paesi già sepolti,
dove passano e passano i treni spettrali.
Forse il sentire, questo lo sai, del tempo
la supplica, di tregua: lasciami!
certo. lascialo...tornerà a vibrare
con i fili d'erba che scoprirai
nei paesi, tra i ghiacci, su cui camminerai
giovedì, 02 ottobre 2008
Ricordo, lucido il pensiero
quel dolore che sappiamo
l'implosione che è..indicibile
Ricordo i morsi che trattengono il pianto
nella nebbia cercando un ramo, una casa
niente.
Ricordo quando fui morta e quanto a lungo
le notti bruciarono tra i consunti occhi:
arriverà? tornerà?ma chi? me stessa
niente.
Ricordo il tramutarsi degli oggetti in marmo
impenetrabile. Impenetrabili i miei sensi.
Ricordo d'essermi vista discutere, leggere sorridere
come si discute si legge e si sorride in un sogno
vagando estranei per cose proprie.
Ricordo una guerra silenziosa. notizie.
rumori sempre più intensi. Uniti si attendeva di cadere.
Ricordo che alla sconfitta fui pronta. Ma dopo..
Ricordo di aver pregato, delirato
facendo voti, stringendo patti.
Ricordo di aver ricordato chi io fossi,
che questo soltanto mi ha salvata.